a cura di Federica Giaquinta
La Cassazione, con sentenza 14488/2025 e ordinanza 34217/2025, supera l’idea di un oblio “assoluto” e impone un bilanciamento strutturato: non conta solo il tempo, ma l’interesse pubblico attuale, la verità complessiva del dato e il rischio di stigmatizzazione. E va anche relativizzata l’annotazione. Facciamo il punto.
Articolo pubblicato su Agenda Digitale.