Tavola rotonda:
"Internet Governance": pubblici poteri e partecipazione della "Local Internet Community"
organizzata da:
Società Internet
Sezione italiana di Internet Society (ISOC)
con la partecipazione del
CNR22 maggio 2002
CNR Piazzale Aldo Moro, 7 – Roma
Intervento di Alessandro Musumeci
Buongiorno a tutti,
l’obiettivo del mio intervento e’ quello di spiegare in poche parole cosa rappresenta in questo momento internet per il mondo dell’education italiana, e cosa vuol dire guidare un settore così complesso e con tanti vincoli. Vorrei far cenno inoltre agli interventi che ci aspettiamo da parte degli organi legislativi e del potere politico ed al livello di supporto che vorremmo stabilire con le associazioni di categoria.
E’ importante per prima cosa condividere con voi qualche dato: da un recente rapporto Eurispes che ha avuto ampia diffusione sui giornali la settimana scorsa, sono emerse una serie di aspettative rappresentate in questo momento non solo da una parte dalle famiglie italiane, ma anche da molte aziende nei confronti del mondo della scuola ed in particolare nell’ambito degli aspetti di innovazione tecnologica che in qualche modo sono compresi in questo mondo: l’85 % delle famiglie approva la riforma della scuola, ed in particolare e’ interessata a due aspetti particolarmente caratterizzanti che sono l’introduzione dell’informatica e lingua inglese a partire dalle scuole elementari.
Informatica e lingua inglese trovano ampio supporto nell’utilizzo di internet a tutti i livelli all’interno delle aule scolastiche. Altro dato importante, conseguito anch’esso tramite l’utilizzo di internet e dell’innovazione tecnologica è che il 74% dell’intervistati, quindi buoni ¾ è assolutamente consapevole che un rapporto scuola-lavoro forte aiuta certamente l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. E per ultimo un altro dato importante, nell’ambito del quale i ¾ degli intervistati, famiglie e aziende, ritiene che una localizzazione forte dei contenuti all’interno del territorio possa dare giovamento al mondo della scuola e al mondo delle aziende.
Partendo da queste informazioni, presentate recentemente da un osservatore assolutamente indipendente come Eurispes-Liberal, abbiamo esaminato una serie di linee guida che guarda caso passano tutte per un’estensione sicura e controllata di internet nella scuola.
Il primo punto importante è sicuramente la semplificazione del colloquio scuola-famiglia, che passa attraverso un forte potenziamento dei servizi internet che il ministero offre già (vedremo anche alcuni numeri) al mondo delle famiglie e delle aziende, ma che sicuramente è un punto sul quale e’ necessario ancora lavorare.
Secondo punto, sul quale torneremo, è l’estensione della formazione degli insegnanti sulle tecnologie, perché qualunque settore tecnologico e sicuramente il mondo internet oggetto di questo convegno sul quale stiamo lavorando, si sviluppa attraverso una consapevolezza e una conoscenza dei termini tecnologici che oggi non è patrimonio di tutto il mondo docente.
In quest’ambito il governo sta seguendo una serie di iniziative, che si estendono anche alla formazione universitaria, e che vanno tutte nella direzione di creare delle community telematiche, nelle quali si confrontino docenti e studenti. Non tralasciamo inoltre il beneficio che e’ possibile ottenere nelle aree affette dal "digital divide", cosi’ come e’ possibile intervenire per ridurre il "digital divide" dovuto alle disabilità.
Qual è la situazione italiana oggi, in particolare per quelli che sono i nostri clienti finali, ovvero le famiglie e gli studenti ? Quella che vediamo e’ una situazione di forte uso delle nuove tecnologie; da fonti Federcomin emerge che 2/3 delle famiglie che hanno figli in età scolare possiedono almeno un PC e di come molte di queste macchine siano collegate a internet. Questo e’ sicuramente un dato con il quale ci dobbiamo rapportare, partendo dalla situazione delle scuole dove abbiamo attualmente 15 studenti per ogni PC dedicato alla didattica; cio’ vuol dire che noi dobbiamo certamente potenziare l’utilizzo di internet nelle scuole, ed è qualcosa che stiamo già facendo, ma al tempo stesso dobbiamo contare sempre piu’ su un infrastruttura distribuita di collegamento nelle famiglie, portando nelle case i contenuti , sempre più a contatto con gli studenti a casa, senza cercare di erogarli solamente tramite scuola.
Questo dato è assolutamente in linea con le statistiche di accesso che emergono dal nostro sito internet che ha recentemente superato i 5 milioni di "hits" al giorno e che come vedete ha una fascia di utilizzo che è fortemente sbilanciata verso le ore pomeridiane-serali; questo vuol dire che la famiglia e gli studenti utilizzano i servizi offerti da questo portale piu’ da casa che da scuola.
Quali sono i servizi offerti ? Sono servizi di e-learning, come dicevo prima, ma anche funzioni di iscrizione on-line, servizi che consentono ai docenti di gestire la propria posizione amministrativa direttamente da internet, di visualizzare i nominativi dei commissari o dei presidenti delle sessioni dell’esami di Stato e così via. Queste funzionalita’ ci hanno fatto balzare al primo posto tra tutti i siti di e-government con un tasso di crescita del 64% rispetto allo scorso anno e questo è sicuramente un fattore di successo dal quale dobbiamo partire per tutte le nostre considerazioni.
Non dobbiamo pero’ sederci sugli allori e per questo motivo stiamo lavorando nell’ambito del settore della formazione.; a questo proposito il Ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca è coinvolto in due nuovi progetti di formazione: la formazione informatica di 190.000 docenti, che è partita a gennaio e che e’ organizzata in piu’ di 8.000 classi in tutta Italia.
Tale programma di formazione puo’ essere considerato un sistema blended, nel quale il 50% del tempo viene speso in attivita’ faccia-a-faccia e il 50% con sistemi di formazione on-line, che si utilizzano fuori dall’orario di lavoro; esso sta andando avanti con ottimi risultati. Si puo’ considerare un altro programma particolarmente importante e pervasivo, sempre nella direzione di un uso sempre piu’ ampio della risorsa Internet.
Inoltre come voi ben sapete il Ministro Moratti insieme al Ministro Stanca hanno recentemente firmato un decreto ministeriale che istituisce, dal prossimo anno accademico, la possibilita’ di istituire le Università a distanza. Questo decreto è disponibile sul sito della Gazzetta Ufficiale (è stato pubblicato il 29 di aprile) ed è già in vigore. A nostro avviso sarà anche questo un forte elemento propulsore verso l’utilizzo sempre più intenso di internet.
Vediamo a questo punto quali sono i problemi che vanno affrontati per assicurare un utilizzo corretto di internet nel mondo dell’education. Un primo problema e’ quello di utilizzare nel modo opportuno i collegamenti a banda larga attualmente disponibili; a questo proposito in Italia c’è un predominio molto forte da parte dell’operatore principale, anche se sono presenti alcuni interessanti operatori locali in particolare nel settore della fibra ottica. Noi come scuola abbiamo preso atto di questa situazione e pertanto sfruttiamo un accordo con Telecom, stipulato tramite la gara Consip, che ci sta portando ad una conversione massiva a banda larga delle scuole e al tempo stesso un accordo con Fastweb che ci offre gratuitamente il collegamento in fibra ottica in 6 regioni italiane.
Quindi noi favoriamo una concorrenza reale nel settore delle telecomunicazioni, che però dev’essere favorita dal potere politico, e al tempo stesso essere realmente attuabile. Oggi assistiamo invece ad una situazione di oligopolio che sicuramente non aiuta una discesa dei prezzi ed un miglioramento della qualità per quanto riguarda i servizi offerti su internet.
L’altro aspetto che certamente dobbiamo affrontare come scuola è quello della tutela dei minori; abbiamo collaborato con il Ministero dell’Innovazione e delle Tecnologie ad una iniziativa chiamata "Internet consapevole", che ha portato alla pubblicazione su un sito internet appositamente predisposto di una serie di suggerimenti orientati ai bambini, studenti e a genitori.
Questi suggerimenti sono di ausilio ad una navigazione migliore, consapevole , più facile anche se non pongono più di tanto dei freni a fenomeni criminosi che certamente nel mondo internet esistono e che certamente sono gli aspetti che piu’ preoccupano il mondo della scuola. Anche su questo ci piacerebbe fare una riflessione non solo con i providers ma anche con i fornitori di servizi perché questo è un punto sul quale è necessaria una regolamentazione più efficace che al tempo stesso non ponga dei limiti, delle censure o dei problemi ulteriori ai providers. Su questo auspico un tavolo comune di discussione. Il Ministero è assolutamente pronto a sedersi a tavoli di questo genere per ragionare insieme ad i providers su quelle che sono le migliori misure per porre delle restrizioni ai delinquenti ma al tempo stesso non porre dei vincoli al mercato e alla concorrenza.
Altro punto importante è ridurre, come ho detto prima, gli svantaggi, cioè facilitare quelle che sono le fasce deboli sia in termini di disabilità, ma anche in termini di collocazione geografica, per esempio aprire internet a tutta una serie di risorse che già il ministero mette a disposizione sulla rete. Questo sforzo e’ maggiormente importante proprio quest’anno che è l’anno europeo dei disabili e puo’ aiutare concretamente i docenti che si occupano di questa problematica. Solo per darvi qualche numero, noi abbiamo attualmente 77.000 docenti impegnati in attivita’ di sostegno non solo per disabilità ma anche per le situazioni di svantaggio, di dispersione scolastica e così via, che rapportati ai circa 150.000 ragazzi che hanno questi tipo di problemi nella scuola italiana, fanno un rapporto di 1.92 che ci posiziona al primo posto in Europa per quanto riguarda questa problematica.
E’ un patrimonio da salvaguardare ed è un aspetto sociale della scuola che va valorizzato. Utilizzare internet per ridurre le situazioni di svantaggio vuol dire anche in questo caso catalizzare le risorse, massimizzarle con l’aiuto eventualmente di opportuni provvedimenti per risolvere le situazioni di svantaggio non solo dal punto di vista geografico (ad esempio nelle zone del sud Italia, dove la banda larga ancora non arriva), ma anche le situazioni dove per esempio è necessaria un’assistenza in ospedale o altri tipi di assistenza domiciliare.
Per concludere direi forte attenzione sull’aspetto internet per i minori; in quest’ambito sicuramente bisogna fare delle azioni forti, occorre in qualche modo salvaguardare coloro che sempre più spesso da casa o da scuola accedono ad internet. Al tempo stesso non è pensabile utilizzare solamente dei metodi, delle regole; occorre mettere delle protezioni, dei software, salvaguardando i domini: per esempio non è pensabile che possa accadere un’appropriazione selvaggia dei nomi di dominio senza una regolamentazione ben precisa. In quest’ambito esiste senz’altro un buco legislativo, che va colmato al piu’ presto.
Infine non si può scaricare sui docenti l’onere esclusivo di fare da salvaguardia o da tutore su internet. La posizione del docente sta cambiando profondamente in termini di una maggiore consapevolezza di quelle che sono le responsabilità sulla rete e al tempo stesso di guida per il giovane che naviga su internet per capire dove andare.
Noi abbiamo recentemente svolto dei corsi dove gli studenti insegnavano ai docenti l’informatica, nell’ambito dei quali uno studente ha commentato: noi sapevamo navigare su Internet ma il docente sapeva cosa cercare. Il sapere cosa cercare, il guidare i giovani nella ricerca sono gli aspetti che valorizzano maggiormente la nostra classe docente, che si sta avvicinando con sempre piu’ entusiasmo ad una nuova Scuola del terzo Millennio.
Grazie per l’attenzione
Alessandro Musumeci
(
alessandro.musumeci@istruzione.it)