Tavola rotonda:

"Internet Governance": pubblici poteri e partecipazione della "Local Internet Community"

organizzata da:

Società Internet

Sezione italiana di Internet Society (ISOC)

con la partecipazione del CNR

22 maggio 2002

CNR Piazzale Aldo Moro, 7 – Roma

Intervento di Matteo Costantini

Democrazia

Voto elettronico, utopia o realtà?

Ogni volta che i GiovaniEuropei.com manifestano l’intenzione di battersi per l’introduzione del voto elettronico, c’è chi prende la parola per avanzare dubbi e sospetti sulla possibilità che le elezioni possano in qualche modo essere "alterate". Ma siamo sicuri che il sistema tradizionale non sia ancora più fragile?

 

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Voto elettronico, utopia o realtà?

Ogni volta che i GiovaniEuropei.com manifestano l’intenzione di battersi per l’introduzione del voto elettronico, c’è chi prende la parola per avanzare dubbi e sospetti sulla possibilità che le elezioni possano in qualche modo essere "alterate".

Eppure sono in pochi a pensare che il proprio prelievo al bancomat possa essere intercettato da qualche Hacker. Quello che suscita timori, in fondo, è ciò che non si conosce. E forse anche per questo vale la pena di sfatare qualche mito.

Premesso che nessun sistema è sicuro al 100% e che tutti i sistemi sono perfettibili, si potrebbe trarre spunto dalle recenti elezioni amministrative per svelare una volta per tutte il contesto in cui si celebrano le votazioni in Italia.

Non molti sanno, infatti, che le elezioni di Enrico Gasbarra alla Provincia di Roma, tanto per fare un esempio, nonostante siano state dichiarate vinte già dal martedì successivo al voto, a distanza di tre settimane dalla chiusura dei seggi, non erano ancora concluse. Mancavano all’appello una decina di sezioni i cui verbali erano stati consegnati in bianco. In molti seggi, inoltre, i verbali consegnati alla Prefettura erano discordanti rispetto a quelli consegnati alla Corte d’Appello. E lo stesso si è verificato in quasi tutti i comuni in cui si è votato.

La verità che non si può dire è che la macchina elettorale fa acqua da tutte le parti, a cominciare dall’impreparazione con cui ignari cittadini estratti a sorte (??) vengono costretti a dedicare due o tre giorni del loro tempo a consegnare matite copiative e schede preventivamente piegate e timbrate una a una, ad altri cittadini (altrettanto ignari) che devono districarsi tra cinque o sei diversi sistemi di votazione. Il tutto senza che nessuno, tranne i politici più esperti, sappia verificare il conteggio e la ripartizione dei voti, resi sempre più complicati da ripescaggi, quozienti, liste civetta e scorpori.

All’impossibilità di verificare il voto si accompagna la casualità con cui nei singoli seggi vengono conteggiate, e spesso contestate, le schede. Accade così che mentre in una sezione venga considerato valido il voto espresso in una data maniera, in un’altra sezione venga annullato.

Il 24 maggio del 2003, quindi un giorno prima delle ultime elezioni provinciali, il candidato alla presidenza della provincia di Foggia, Carmine Stallone, dichiarava all’Ansa: ''Chiedo che vengano adottate con molta fermezza tutte le misure e i provvedimenti necessari affinche' la composizione dei seggi e lo svolgimento delle elezioni siano regolari e nel rispetto della democrazia''.

A tutt' oggi, aggiungeva Stallone, "non si riesce ancora a sapere la composizione di alcuni seggi e i nominativi di alcuni presidenti subentrati a quelli dimissionari che pare siano numerosi. Ci viene segnalata inoltre una eccessiva duplicazione dei certificati elettorali''.

Lo stesso giorno il Ministro Mirko Tremaglia, che pur di non utilizzare il voto elettronico per gli italiani all’estero ha deciso di affidarsi alla spedizione per corrispondenza, ammetteva: "''I brogli si possono fare ovunque. Anche in Italia. Non abbiamo sempre detto che la mafia poteva incidere sulle elezioni? Ma ci sono le sanzioni penali in Italia e ci sono anche per il voto degli italiani all'estero. Non possiamo ricominciare a discutere della legge dopo 46 anni. Anche perche' il voto degli italiani all'estero e' una gran conquista''.

Una dichiarazione onesta e "sfacciata" sullo stato delle cose. Alla quale, però, non si riesce (chissà perché?), a far seguire un’analisi altrettanto evidente: il voto elettronico funziona e forse sarebbe ora di cominciare a introdurlo.

Nelle ultime due sperimentazioni condotte in Italia, a Campobasso e Cremona, nel 2002, gli esiti delle votazioni elettroniche sono stati incoraggianti (si veda il sondaggio di Grammata su www.giovanieuropei.com), e la percentuale di votanti è salita dalla media nazionale del 70% al 90%.

L’e-voto non solo risulta essere più sicuro, ma ha il non trascurabile merito di aumentare la partecipazione dei cittadini.

Roma, 20 giugno 2003.

Matteo Costantini

www.giovanieuropei.com

http://www.lastampa.it/redazione/news_high_tech/archivio/0306/ngvoto.asp

 

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