Adoperarsi per una rapida diffusione del nuovo protocollo IPv6

ISOC Italia ha costituito un Gruppo di lavoro aperto a tutti [Gruppo IPv6 Italia] con l'obiettivo di facilitare l'accesso alle informazioni e di fornire suggerimenti e chiarimenti in lingua italiana circa l'adozione del nuovo protocollo. Il gruppo si propone di sensibilizzare tutte le parti interessate affinché colgano al più presto le opportunità offerte dal nuovo protocollo che renderà Internet uno spazio sempre più aperto all'innovazione. Coordinato da Marco Sommani il Gruppo di lavoro IPv6 Italia  opera come chapter italiano dello IPv6 Forum (http://ipv6forum.org).

Come passo di inizio il Gruppo ha pubblicato una prima parte di informazioni che sono reperibili all'indirizzo: [http://www.ipv6italia.it] troverai raccomandazioni ed informazioni utili, specifiche della nuova versione del protocollo, cose da fare e utili riferimenti per approfondire gli argomenti. Non esitate ad inviare la vostra domanda [http://www.ipv6italia.it/component/kunena/2-Domande-e-Risposte] se quello che abbiamo scritto non è abbastanza chiaro e esaustivo, siamo qui per aiutarvi!

Internet necessita di essere aggiornata al nuovo protocollo IPv6 perchè la vecchia versione IPv4 ha esaurito la sua funzione. Per il futuro della Rete e della Società dell'Informazione occorre adoperarsi per una rapida diffusione del nuovo protocollo IPv6.

Collegati con il sito del progetto KAME [http://www.kame.net]: se la tartaruga in cima alla pagina muove la testa e le gambe, sei in IPv6, altrimenti sei in IPv4. Per un test più approfondito ti puoi collegare con il sito [http://test-ipv6.com] o con il suo mirror italiano [http://test.ipv6.fastweb.it].

Il problema è che ben pochi comprendono perchè sia necessario impegnarsi per aggiornarsi alla versione 6. Più in generale, il fenomeno cui si assiste è che i produttori di tecnologia, che impostano i loro piani di sviluppo con logiche pluriennali, stanno arrivando preparati all'appuntamento con IPv6. Viceversa, gli utilizzatori della tecnologia (e gli ISP sono fra questi) stentano a rendersi conto della necessità di iniziare per tempo a prendere confidenza con il nuovo protocollo.