Verso la costituzione dell’Internet Governance Forum Italia

Stefano Trumpy

Per quelli che mi conoscono come Presidente di ISOC Italia, ci tengo a dire che mi occupo di questioni della “governance” della Rete da diversi anni, anche in qualita' di rappresentante del nostro governo nel Governmental Advisory Committee di ICANN, la organizzazione internazionale deputata alla assegnazione dei nomi a dominio e dei numeri IP che costituiscono il sistema di indirizzamento di Internet, essenziale perche' ne garantisce la unicita'.

Faccio prima un paio di commenti su quello che ci ha detto il Ministro Brunetta, anche durante il caffè, prima di incominciare i lavori.

Il Ministro ha infatti voluto sapere quali sono state le competenze, nelle passate legislature, sulle questioni internazionali relative alla Societa' dell’Informazione ed in particolare alla governance di Internet. Ho fatto presente al Ministro che, nelle legislature precedenti, le materie connesse alla Societa' dell'Informazione erano di competenza del Ministro per l'Innovazione Tecnologica nella 14esima legislatura, del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella PA nella 15esima legislatura; si dovrebbe dedurre che, per continuita', la competenza spetti al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, nella 16esima legislatura.

Se si guarda in altri paesi europei, le competenze sulla Societa' dell’Informazione a volte sono affidate al Ministero degli Esteri, a volte all'Agenzia delle Comunicazioni, a volte al Ministero delle Comunicazioni, a volte al Ministero dell’Industria o simili. Questa prerogativa e' stata quindi assegnata in vario modo nei differenti paesi. Per quanto ci riguarda, e' essenziale che siano stabiliti i dovuti collegamenti sia con quello che era il Ministero delle Comunicazioni, adesso inserito nel ministero Attivita' Produttive, sia con il Ministero Esteri, che sono le principali sedi dove, dal punto di vista del governo, si trattano i temi internazionali relativi alla “governance” della Rete.

Innanzitutto mi ha sorpreso piacevolmente, nella sua introduzione, la franchezza e la dichiarazione di neofitismo sui temi dei quali parliamo in questa sede.

Un altro commento che intendo fare concerne l’affermazione del ministro, un po' provocatoria ma giusta, sulla definizione di Societa' Civile, come possibile antinomia rispetto ad una societa' incivile.

Qui bisogna intendersi sui termini che si usano, a seconda degli ambienti che si frequentano. Ad esempio, se si vuole tradurre in italiano l’aspetto multi-stakeholder, si potrebbe convenire sulla definizione di portatori di interesse, per indicare che tutte le parti interessate sono presenti nella discussione dei temi, e poi anche a livello decisionale; insomma hanno la loro parte attiva nella governance della Rete. Tra i portatori di interesse sono ben individuati i governi; poi  c'e' il settore privato, formato da tutti quelli che rappresentano l'offerta dei servizi Internet e che da Internet traggono in qualche modo profitti e infine ci sarebbe il settore al quale ci si riferisce normalmente come “civil society”. Questo ultimo settore, se lo vogliamo chiamare in un altra maniera, e' costituito dagli utenti della Rete. Se vogliamo distinguerli, dovremmo individuare gli utenti delle aziende, gli utenti delle amministrazioni statali, degli Enti Locali e poi gli utenti singoli o casalinghi. Quando si fanno queste discussioni, anche in ambiente internazionale, ci si domanda come si individua la categoria degli utenti. Secondo taluni e' tutta la cittadinanza poiche' bisogna considerare anche quelli che non sono ancora collegati ma che potenzialmente lo saranno nel prossimo futuro. Proprio in quella chiave, come diceva prima Laura Abba nella sua presentazione, si tende a identificare l'uso della Rete sempre di piu' come Servizio Universale, che dovrebbe quindi essere garantito a tutti.

Nella mia relazione vorrei far capire lo spirito del titolo “Verso la costituzione dell'Internet Governance Forum Italia”.  Il nostro obbiettivo e' di avviare un modo di lavorare che consiste nel mettere insieme quelli che prima abbiamo definito i portatori di interesse per favorire dialogo e maturazione di “best practice” condivise e idee comuni per quanto riguarda la gestione per lo sviluppo ordinato della Rete nell’interesse della comunita'.

Il primo Internet Governance Forum si e' tenuto ad Atene nel 2006; il secondo a Rio nel 2007; il terzo e' in preparazione e poi ce ne saranno altri due. Che cosa succedera' alla fine del quinquennio previsto nello World Summit on Information Society tenutosi a Tunisi nel 2005 non e' ancora chiaro; non se ne e' ancora parlato in termini risolutivi a livello delle Nazioni Unite. Presumibilmente dagli IGF nascera' comunque qualcosa di piu' avanzato. Quindi siamo a meta' strada del percorso previsto a Tunisi.

Una buona parte delle persone che sono qui ha partecipato ai precedenti IGF o alle riunioni preparatorie e quindi e' sensibilizzata su quello che si discute a livello internazionale; comunque, se guardiamo in casa nostra, possiamo fare un minimo di autocritica come comunita'. L’interesse dei media sulla governance della rete c’e' stato, ma non cosi' acceso come in altri paesi; l'interesse del settore privato, come sopra: secondo me la ragione e' che non si vedono dei ritorni a breve da queste discussioni.

Da qui nasce il nostro sforzo di contribuire ad una accettazione diffusa e ad una elaborazione di Internet come sistema complesso, o di ecosistema, come prima ci descriveva Laura Abba.

Una accettazione inizialmente tiepida sta comunque pian piano aumentando, e anche in questa sala vedo diverse persone che provengono dal settore privato, segno di una attenzione crescente. Se consideriamo la cosi' detta societa' civile, c'e' un altro tipo di problema: gli utenti della Rete hanno una certa difficolta' a riconoscersi ed aggregarsi. Il settore privato ha varie associazioni di categoria, vari gruppi di aziende ed attivita' aggreganti promosse anche dalle amministrazioni locali; la societa' civile e' più sparpagliata; la nostra associazione rappresenta una parte piu' professionale della societa' civile; poi ci sono organizzazioni generaliste come per esempio Codacons che difficilmente entrano nel dettaglio dei problemi degli utenti della Rete.

Comunque stiamo progredendo nella campagna di sensibilizzazione anche con il nostro contributo e vorremmo, attraverso la costituzione dell’IGF Italia, creare un ambiente ove le esperienze che stiamo facendo qui, possano espandersi e possano piano piano attrarre un maggior numero di persone che vogliono capire come viene gestita la rete, quale voce in capitolo possono avere ed a quale scopo. Questo e' poi il messaggio di fondo che intendo proporvi.

Il Parlamento Europeo, in data 17 gennaio scorso, ha incoraggiato la creazione di IGF nazionali, ed anche di un IGF Europeo, proprio per migliorare la sensibilita' e una partecipazione agli IGF globali che si tengono ogni anno.  Il risultato piu' stabilizzato e' lo IGF UK; nel Regno Unito il registro dei nomi a dominio chiamato Nominet ha preso la iniziativa di convocare un incontro pubblico; il governo a quel punto ha formalizzato la costituzione di IGF UK coinvolgendo parlamentari, un paio di Ministri, oltre al segretariato UN dello IGF. Altre nazioni come la Francia, la Germania, la Finlandia, stanno agendo come noi, cioè incominciando a organizzare degli incontri pubblici; poi se il relativo governo vorra' formalizzare o no, questo verra' dopo.

E così ISOC Italia ha preso questa iniziativa ed abbiamo concreti segnali che non restera' la sola, come ci confermera', alla fine del mio intervento, Giulio De Petra della Regione Sardegna.

A titolo di esempio, vi descrivo un caso al quale ci siamo ispirati per la organizzazione di questa campagna di sensibilizzazione sullo IGF. Il governo degli Stati Uniti, attraverso il Dipartimento del Commercio, gestisce il Joint Project Agreement (JPA) con la Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN), nell'ambito della quale c'e' il Comitato Consultivo Governativo di cui ho parlato all’inizio. Il JPA e' cominciato nel settembre 2006 e finira' nel settembre 2009. Questo agreement prevede che il governo americano eserciti su ICANN, che e' una corporation senza fini di lucro gestita in modo privatistico, una forma di controllo leggero, monitorando la transizione verso la internazionalizzazione del sistema degli indirizzi di Internet e la gestione di tipo privatistico, pur nel confronto con una platea multi - stakeholder.

Prima di entrare in sala il ministro mi chiedeva cosa vuol dire controllo leggero su ICANN da parte del governo USA e quali aspetti legali determinano questo tipo di controllo; la mia risposta e' stata un po vaga perche' la “quantita' di leggerezza” non e' mai stata definita; ho riportato comunque che di fatto il governo americano non ha mai rigettato una sola decisione o messo ostacoli al board di ICANN.

Nel marzo di questo anno si doveva tenere il “mid term review” per valutare il progresso fatto da ICANN nel raggiungimento degli obbiettivi previsti nel JPA. In vista di questo giudizio, il Dipartimento del Commercio ha aperto una consultazione pubblica aperta a tutti, e cioe' si e' rivolto alla comunita' mondiale dicendo: “vi do un mese di tempo affinche' chiunque nel mondo esprima un proprio parere su quali sono stati i raggiungimenti di ICANN nella direzione di avere una gestione internazionale autonoma della rete e se quindi siete d'accordo sul fatto che eventualmente questo Joint Project Agreement termini anche prima dalla fine dovuta”. Dopo di questo, alla fine della raccolta dei pareri, che sono stati un centinaio, fra i quali anche quello della nostra associazione ISOC Italia, ha organizzato un meeting pubblico come questo, solo di ben maggiore significato politico, perche' e' il governo degli Stati Uniti che si e' messo di fronte ad una platea che gli poteva dire “state sbagliando tutto”, oppure “siamo d'accordo che potrebbe essere liberato ICANN prima del tempo”.  Qualcuno mi dice: “vuoi mettere che il Presidente degli Stati Uniti lascia ai risultati di una pubblica consultazione la scelta di liberare ICANN del tutto, oppure di continuare a esercitare il controllo? questa consultazione e' solo una foglia di fico,  per dire che noi abbiamo consultato tutti e poi facciamo quello che ci pare”. Io controbatto dicendo che forse ci puo' essere del vero in quello che dice il mio interlocutore; pero', in ogni caso, se poi il governo degli Stati Uniti prendesse una decisione apertamente in contrasto o non in linea col parere della maggioranza, (in termini Internet si chiama “broad consensus”, quindi larga maggioranza), sanno gia' prima a quali conseguenze e critiche andrebbero incontro.

Questo approccio metodologico a noi piacerebbe venisse attuato anche nelle cose della rete italiane e anche, come si diceva prima, nel rapporto tra i governati ed i governanti, cioe' che si creasse una situazione in cui i governanti ascoltano di piu' il parere degli esperti tra i governati; altrimenti si arriva nelle situazioni, che prima ci venivano ricordate nella presentazione di Paolo Nuti, in cui spesso il governo, che ha difficolta' a coordinarsi nei vari dicasteri, prende delle decisioni che poi sono o inapplicabili o comunque invise alla comunita' locale Internet. Vi ho portato l’esempio per cercare di spiegare che cosa vuole dire, nella nostra intenzione, creare l'IGF Italia: creare un ambiente innanzitutto multi-stakeholder, ove i problemi si discutono, si analizzano, e poi si cerca di raggiungere dei pareri da trasmettere a chi di dovere.

 

Che cosa seguira' a questo incontro:
  • alla fine del successivo dibattito, che spero attivo, predisporremo un breve documento che descriva quali sono i pareri emersi, e quindi l'interpretazione di quello che sara' il “broad consensus” di questo gruppo sui temi dello IGF;
  • manterremo aperta la consultazione virtuale fino al meeting di Hyderabad dei primi di dicembre; sino ad adesso sono pervenuti circa 20 contributi accessibili in consultazione sul nostro sito; oltre a questi, tutti i contributi che arriveranno da qui in avanti saranno preziosi per quelli coloro che andranno al prossimo IGF.

Infine vorrei citare un altro evento che non e' collegato allo IGF ma e' ugualmente importante; si tratta del meeting interministeriale dell’OCSE che si terra' a Seul nel mese di giugno; il suo oggetto e': “Il futuro dell'economia Internet nel 21esimo secolo”. I ministri dell’OCSE (incluso ovviamente il nostro ministro) elaboreranno una dichiarazione finale ufficiale sugli aspetti economici legati alla ricerca, allo sviluppo di nuovi servizi ed alle tendenze del mercato; il campo di interesse e' più ristretto ma comunque paragonabile, come importanza politica, anche allo IGF. Anche sui temi della economia della Rete, secondo me, e' bene porre la attenzione, quando si tratta della governance della Rete.

Prima di chiudere vorrei chiamare a Giulio De Petra, della Regione Sardegna, che ci raccontera' di cosa seguira' a questa giornata; fortunatamente abbiamo gia' trovato un attore nuovo che prende il testimone e continua questa staffetta verso la costituzione dello IGF Italia.

“Grazie Stefano, saro' brevissimo; come e' noto in Sardegna l'anno prossimo ci sara' il G8, a luglio a La Maddalena. La Regione, in preparazione di questo evento, ed in accordo con il governo, sta organizzando dei grandi eventi di rilevanza internazionale dedicati a importanti temi culturali, economici e sociali; tra questi particolarmente importante e' il tema di cui si parla oggi, quello dedicato in particolare all'”Internet Bill of Rights” e al percorso che e' stato illustrato qui. La scelta di questo tema ovviamente deriva dalla sua natura ed importanza ma anche dall'opportunita' di dare continuita' allo straordinario lavoro che e' stato fatto negli ultimi anni dall'Italia, nei consessi internazionali; quindi la preoccupazione era che, senza avere una continuita' operativa, questo lavoro potesse avere dei ritardi o dei rallentamenti. Confermo quindi questa disponibilita'; l'evento dovrebbe avvenire ad ottobre prossimo, probabilmente a Cagliari, anche per fare in modo che i risultati di questo evento contribuiscano all'Internet Governance Forum che ci sara' in India. Ovviamente in quella sede sara' possibile avere un altro incontro come questo, che potra' essere intermedio, speriamo conclusivo, della costituzione dell'Internet Governance Forum Italia e che si occupi, tra l’altro, anche degli aspetti economici legati alla ricerca allo sviluppo, ai nuovi servizi, etc.”

Assise Pubblica '08

Trascrizioni:

Sessione introduttiva:

Laura Abba

Francesco Beltrame

Relazioni:

Laura Abba

Beatrice Magnolfi

Stefano Trumpy