Prima gionata IETF
Crema, 15 Giugno 2001
DTI - Università di Milano - Polo di Crema Via Bramante 65
in collaborazione con il
Dip. Tecnologie dell'Informazione, Universita' di Milano, Polo di Crema
Programma (formato .pdf)
Breve resoconto della Prima gionata IETF
Dopo il saluto del Prof. Scarabattolo, introduce Stefano Trumpy, Presidente di S.I..
Fa una panoramica su ISOC e IETF.
Parla dei quattro pilastri di ISOC, nel mondo come in Italia (Standards, Public policies, Education & Training, Membership).
IETF è un consesso di tecnici da aziende, mondo accademico, ricerca; è formato da gruppi di lavoro che studiano i protocolli per l'unitarietà della rete; il governo è democratico, super partes, e senza interessi commerciali prevalenti.
E' un'associazione elitaria, ma nel senso delle competenze.
Conclude facendo l'appello a combattere gli atteggiamenti disfattisti ("Tanto decidono sempre gli interessi industriali ...", "tanto il nostro parere non conta nulla ...", etc.).
Segue l'intervento di Claudio Allocchio, Presidente della Naming Authority Italiana.
Fa la storia di IETF; spiega agisce nell'ambito di ISOC; se ne è membri quando si partecipa attivamente alle ML e/o alle riunioni.
Definisce gli standard internazionali di internet, ma non interferisce nelle Policy Regulations (es.: la questione dei nomi dei domini vs. marchi).
Presenta il motto di IETF:
"We reject kings, presidents and voting. - We believe in rough consensus and running code"
(David Clark, MIT, 1992)
I WG, working groups, si costituiscono per un determinato scopo e, finito il lavoro, si sciolgono; hanno ciascuno due chairmen.
Le aree di lavoro attuali sono: Application, General, Internet, Operation & management, Routing, Security, Sub-Ip, Transport, User Services.
Ogni area ha due direttori, che seguono tutti i WG di quall'area.
Parla anche di IESG ( Internet Engineering Steering, Group), che è l'organismo che decide per la pubblicazione dei documenti; di IAB (Internet Architecture Board), che tratta i problemi col mondo esterno (problemi legali, etc.).
Parla delle RFC, delle informational RFC, degli Experimental status, degli Internet Drafts e delle loro differenze.
E' il turno dell'atteso ospite Harald Tveit Alverstrand, Chair di IETF.
Il suo intervento, ovviamente in inglese, oltre che tecnico, è anche abbastanza filosofico, ma molto pratico e porta molti dati.
Spiega che sono le buone idee che portano avanti il mercato; che occorre rifarsi alle necessità della vita reale, ma una buona dose di immaginazione non guasta; chi sa usare al meglio internet, riuscirà meglio degli altri.
HOW, NOT WHY.
Ma, la tecnologia influenza anche la politica.
Due dati interessanti: nel 2000 il traffico IP ha superato il traffico voce tradizionale.
Si prevede che nel 2003 ci saranno più telefoni cellulari che PC collegati ad internet.
WE WANT ONE INTERNET.
Segue una tavola rotonda presieduta da Allocchio, Damiani, Guadagni, La Vecchia e Trumpy.
Ruolo dell'Italia nello sviluppo degli standard e nel governo della Rete.
Allocchio: Gli europei, ed in particola modo gli italiani, in certe cose sono avvantaggiati perché più liberi rispetto ai colleghi americani.
Damiani: fa presente che la collaborazione con IETF ed altri organismi tecnici è volontaria e sempre esplicata nel tempo libero, sia da parte di dipendenti di aziende che da ricercatori universitari.
Guadagni: Occorre convincere il top-management che, nella collaborazione con tali organismi oltre all'immagine, l'azienda, con la crescita professionale dei partecipanti, ha anche dei vantaggi pratici.
La Vecchia: C'è poca partecipazione italiana agli organismi tecnici, anche rispetto ad altri paesi europei. Le aziende ne vedono solo un costo.
Trumpy: Parla dell'e-num, per fare un esempio di come un problema tecnico relativamente semplice, abbia invece grosse difficoltà di tipo socio-politico.
Segue un dibattito con molti interventi; tra questi quello di G.B.Frontera, vicepresidente di Assoprovider e della Naming Authority, che espone la situazione italiana dei piccoli provider e lamenta la sudditanza dagli Usa.
Più tecnica la sessione del pomeriggio.
Allocchio. Global messaging.
Afferma che quanto dice ricalca quanto diceva anni fa sulla posta elettronica.
C'è un problema psicologico da parte degli utenti; dobbiamo arrivare ad un grado di fiducia come c'è nei fax.
Espone le problematiche attualmente allo studio dei WG di IETF: Message Track, Message Status, Integrity/Privacy, Mime/Fax, Mime/Voice.
Campanella: QoS (quality of service)
I parametri che identificano tale QoS sono : ritardo (in un solo senso), variazione del ritardo IP, capacità, perdita di pacchetti.
Parla delle problematiche e differenze tra Integrated Services e Differentiated Services.
Codogno: iDNS.
Ci sono in IETF tante proposte e tanti drafts sulla necessità della codifica di nomi a dominio con caratteri di tutti gli alfabeti del mondo; anche se qualcuno ha già cominciato a "vendere" nomi in caratteri non-Ascii, in realtà non esiste ancora uno standard definitivo ed accettato.
La paura è che uno standard adottato diventi poi uno standard di fatto.
(e.v.)
Le slides della giornata, per gentile concessione dei rispettivi autori.
Prima gionata IETF
Le slides:

