Commento sui risultati del sondaggio e raffronto con le decisioni del Board di ICANN a Bucarest
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Punto 1: pensate che ICANN debba continuare a svolgere le funzioni attuali ?
La risposta prevalente è stata no (21 a 6) . Negli ambienti di ICANN si pensa che la organizzazione debba diventare più magra, occupandosi quindi dei compiti di base per cui era stata costituita
Punto 2: quali funzioni dovrebbero essere tolte o aggiunte?
la risposta del nostro sondaggio è in linea con quanto sopra, indicando che ICANN dovrebbe occuparsi soltanto di ciò che riguarda la allocazione dei nomi e dei numeri IP. La seconda domanda del punto 2 richiede un commento sulla struttura proposta; in sostanza si lamenta una presenza troppo invadente degli USA ed una scarsa rappresentatività concessa all’utenza. Analoga è la risposta alla domanda successive: si suggerisce un maggiore peso all’Europa ed alla utenza della rete. Per quanto riguarda i gruppi che dovrebbero essere rappresentati negli organi direttivi, i più ritengono che dovrebbero essere rappresentati gli operatori del settore e gli utenti. Circa la rappresentanza dell’utenza nel board, il parere è più frazionato; la metà di coloro che hanno risposto accettano che siano i registri a rappresentare la Local Internet Community; altri ritengono che andasse bene il modello della at large membership, in varie sfumature.
Il documento approvato dal board a Bucarest è abbastanza in linea con le linee esposte sopra, nel senso che cerca di accontentare tutti
Al punto 3 relativo alla strutturazione del budget la risposta prevalente è stata non so. Effettivamente occorre essere addentro per giudicare. Sul fatto che i governi possano essere chiamati a contrubuire , poco più della metà non vedono problemi, a patto che questi restino fuori dalle policy. Questa risposta è un poco in controtendenza rispetto alla espressione dei governi: non pagare ed avere influenza politica. Sul contributo per categorie di operatori ed utenti la risposta si è frazionata anche a causa della difficoltà di inventarsi un modello plausibile. AL momento pagano il 90% del budget i registri dei nomi ed il 10% i registri dei numeri.
Il punto 4 riguarda le policy relative ai nomi a dominio
La maggioranza ritiene che i ccTLD debbano fare le loro policy a livello locale. Questo è in linea con quanto sta affermandosi in ICANN riformato. Per quanto riguarda il ruolo dei governi nella formulazione delle policy, oltre la metà delle risposte indica per il governo un ruolo solo consultivo o comunque di supporto esterno, mentre circa un terzo auspica che non ci sia coinvolgimento del governo Inoltre la maggioranza delle risposte è favorevole ad un coinvolgimento nella formulazione delle policy di enti multinazionali che si occupano di questioni che hanno a che vedere con il DNS, quali ITU, WIPO, etc.
Il punto 5 riguarda il ruolo di ICANN nei confronti dei registri nazionali
La maggioranza delle risposte indica che il ruolo di ICANN dovrebbe essere di coordinamento ma non di supervisione. Circa il problema delle ridelegazioni, la risposta è più frazionata, divisa tra riconoscere un ruolo dei governi nazionali ed un ruolo decisionale di ICANN.
Il punto 6 riguarda il ruolo di ICANN nella gestione del Root Server System
La maggioranza ritiene che sia di ICANN il ruolo di coordinamento della gestione. Il sistema in questione dovrebbe essere finanziato da chi ne trae beneficio. Per quanto riguarda la distribuzione geografica dei root server, la stragrande maggioranza ritiene che questa dovrebbe essere rivista e che il ruolo dell’Europa dovrebbe essere maggiore.
Il punto 7 riguarda se ICANN dovrebbe continuare a gestire la allocazione dei numeri IP o meno
La quasi totalità ha dato una risposta positiva
Il punto 8 riguarda la responsabilità di ICANN nell’assegnare e gestire i gTLD
Per quanto riguarda i nuovi, la grande maggioranza ritiene che sia ruolo di ICANN di decidere di assegnarli coordinando la procedura relativa. Per quanto riguarda il ruolo dei governi nazionali nella gestione dei gTLD, la maggioranza ritiene che il problema non li riguarda
Il punto 9 riguarda la capacità di ICANN di imporre le proprie policy
Una metà delle risposte da risposta positiva, a patto che il tutto avvenga in modo trasparente e dopo previa consultazione.
Valutazione di assieme
ICANN dovrebbe avere una struttura "leggera", attenersi cioè alle funzioni di base per le quali è stato costituito.
Il settore privato, ed in particolare coloro che traggono beneficio dai servizi resi dovrebbero concorrere al finanziamento di ICANN.
L’utenza della rete dovrebbe essere rappresentata adeguatamente negli organismi decisionali di ICANN
Il ruolo dei governi dovrebbe essere rappresentato in ICANN ma dovrebbe essere di supporto e non eccessivamente condizionante.
ICANN deve continuare a coordinare il Root Server System ed ad assegnare I numeri IP; quindi, non solo DNS.
Direi che la posizione emersa dal sondaggio è abbastanza in linea con le linee di sviluppo della riforma, come si deriva dai risultati del recente meeting di Bucarest.
Stefano Trumpy, 11 luglio 2002

