Risoluzione del Parlamento Europeo del 15 giugno 2010 sulla governance di Internet
Scritto da Laura Abba e Carlo Cosmatos Lunedì 21 Giugno 2010 15:54
Tra le molteplici questioni che affronta questa Risoluzione viene messa in evidenza la necessita' di un approccio alla governance dal basso verso l'alto, ritenendo che i governi debbono astenersi dalla "gestione quotidiana" di Internet, secondo il concetto che Internet deve rimanere una "proprieta' pubblica a livello globale". In modo particolare vengono invitati i governi ad evitare di imporre restrizioni mediante censura, blocchi, filtri o con altri mezzi.
Secondo la Risoluzione l'UE deve impegnarsi nella protezione dell'infrastruttura per salvaguardare l'apertura, disponibilita', sicurezza e resilienza di Internet, ed invita la Commissione a presentare una proposta per l'adeguamento della direttiva sulla protezione dei dati personali all'ambiente dell'era digitale, mettendo in evidenza la necessita' della promozione del principio della "privacy by design" nella realizzazione dei servizi on line. Altri settori d'intervento dell'UE devono riguardare la salvaguardia dai rischi di posizioni dominanti sul mercato e gli aspetti di pubblica sicurezza.
La Risoluzione vede in modo favorevole l'attuale modello di gestione di ICANN, fondato sul settore privato, e raccomanda che la Commissione e gli Stati Membri sostengano i lavoro svolto sulla sicurezza e stabilita' del sistema dei nomi a dominio, raccomanda il rafforzamento dell'efficacia del GAC, e il perfezionamento del sistema di risoluzione delle dispute, ritenendo che il processo di ICANN necessita riforme e correzioni considerevoli.
Per quello che riguarda il processo dell'Internet Governance Forum viene richiesta la continuazione e sviluppo sia a livello globale che regionale e nazionale.
Sul sito del Parlamento Europeo sono disponibili tutti i relativi documenti presentati alla Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, dalle relative Commissioni (per il mercato interno e la protezione dei consumatori, per la cultura e l'istruzione, giuridica e per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni) e l'esito finale della votazione in Commissione con il testo approvato.
Laura Abba e Carlo Cosmatos
